D. L'esercizio convenzionato, benché presente nell'elenco, ha rifiutato di ritirare i buoni pasto REPAS.
R. È indispensabile che ci vengano subito segnalate le coordinate anagrafiche dell'esercizio, per consentirci l'intervento anche mediante la visita diretta dei nostri funzionari. Di norma il rifiuto riscontrato dal cliente è sintomo di un problema irrisolto, che se affrontato subito può essere rimosso, con la possibilità che il servizio venga ripristinato. Ove ciò non avvenga, avremo cura di segnalare al cliente un nuovo esercizio in sostituzione, con caratteristiche analoghe.
D. Alcuni esercizi applicano trattenute, varianti tra il 5 ed il 10 per cento sul valore nominale del buono.
R. La pratica è illecita e deve esserci segnalata nei dettagli al più presto, per consentirci un adeguato intervento. Questo intervento, dove non porti ad adeguate risposte e correzioni, può portare da parte nostra anche alla disdetta del servizio in essere con l'esercizio. A questo proposito va però precisato che non è infrequente il caso di utilizzatori del buono che non si limitano all'acquisto di prodotti di gastronomia pronti per il consumo immediato, ovvero a richiedere la somministrazione di alimenti e bevande (nel primo caso in alimentari e supermercati, nel secondo in bar, trattorie, tavole calde e simili), ma procedono anche alla richiesta di altre merci, vietate dalla normativa in atto sui buoni pasto, fornendo così ai gestori una sorta di "giustificazione" per procedere nella decurtazione del valore del buono.
È importante, ad ogni buon conto, che i buoni pasto vengano usati in modo conforme alla normativa.
D. A volte alcuni esercizi obbligano ad utilizzare per la spesa una quantità di contanti almeno pari al valore dei buoni pasto usati.
R. Anche in questo caso dobbiamo essere messi a conoscenza dei dati che ci permettano di identificare l'esercizio per intervenire. L’operazione messa in atto, oltre a non essere consentita, è passibile di interruzione del servizio ed è contraria all'interesse dello stesso esercizio che la pratica. Crediamo infatti che sia molto più conveniente per l'esercizio fidelizzare il cliente, anziché metterlo in una evidente condizione di disagio. In questo modo il cliente, quando avrà esaurito la sua scorta di buoni pasto che solitamente non supera i 22 coupons al mese, tornerà a frequentare l'esercizio anche per gli acquisti con pagamento in valuta. Non è infrequente che l'esercente colga positivamente questa opportunità, anche se spesso motiva la sua iniziativa sostenendo che i buoni devono essere spesi quotidianamente uno per volta. Anche qui però finisce per porsi in una condizione altrettanto negativa, dal momento che in questi esercizi, che sono nella stragrande maggioranza alimentari e supermercati, ben pochi degli utilizzatori di buoni pasto si recherebbero ancora, dato che ormai per consuetudine i buoni vengono utilizzati per fare la spesa.
D. Un esercizio, non compreso nell'elenco fornito da REPAS, ha comunque ritirato regolarmente i buoni pasto.
R. Riteniamo che questa sia per voi una opportunità aggiuntiva da continuare ad utilizzare, segnalandoci però gli estremi dell'esercizio per darci la possibilità di intervenire e regolarizzare la situazione. Non è infatti infrequente, nel nostro mercato, che esercizi non convenzionati ritirino i buoni pasto, per poi riciclarli presso altri locali con noi convenzionati che ce li fattureranno, senza che da parte nostra si abbia quasi mai conoscenza dell'accaduto. Si tratta sempre di casi particolari, a volte ai limiti della norma, che per loro natura non sono agevolmente trasferibili nella rete ufficiale.
D. Si chiede che un nuovo esercizio venga inserito nella rete dei convenzionati e se ne indicano insegna, ragione sociale, ubicazione e quant'altro sia utile per identificarlo.
R. In questi casi il suggerimento è da noi ben accolto e l'impegno per ottenere la firma del contratto è commisurato al nostro interesse ad incrementare la rete. Non sempre, però, è possibile ottenere il consenso dell'esercente, che può non essere mai stato convenzionato con nessuna azienda emittente di buoni, che può aver deciso autonomamente di disdire tutte le convenzioni che aveva, che, a volte, può anche aver scelto di limitare il ritiro ai buoni maggiormente presenti nel suo territorio, o può avere altre preclusioni riguardo al sistema, legate alle più varie motivazioni. Per non dire, poi, dei casi in cui possiamo essere noi stessi ad avere validi motivi per non voler includere l'esercizio nella rete, specie quando non si possano raggiungere le necessarie intese di comune accordo e di reciproca soddisfazione. La segnalazione quindi è gradita, ma l’inclusione dell’esercizio nella rete REPAS non può essere certa.
D. Quali sono i vantaggi per l’azienda nell’acquistare i buoni pasto?
R. Innanzitutto l’azienda che eroga buoni pasto ai suoi dipendenti usufruisce dei vantaggi previdenziali e fiscali che le consentono un forte risparmio rispetto alla possibilità di riconoscere un’indennità in busta paga. Inoltre un’azienda, affidando il servizio a REPAS, elimina i costi relativi ad una gestione interna, risparmiando inoltre lo sconto sul valore del buono pasto riconosciuto da Repas.
D. Il dipendente che ci guadagna?
R. Fino ad un importo di € 5.29, per il dipendente non ci sono trattenute né fiscali né previdenziali. Inoltre i dipendenti possono utilizzare i buoni pasto presso una vasta rete di esercizi convenzionati, potendo scegliere tra varie alternative.
